DOVE VA LO SCI ALPINISMO….riflessioni di Luca Salini
L’inizio del “nuovo” corso dello sci alpinismo è stato possibile a partire dal 2001 grazie all’impegno in prima persona di Adriano Greco, Marco Camandona, Vittorio Romor, l’amico recentemente scomparso Ernesto Marzoran, oltre al sottoscritto.
Invece di criticare dall’esterno, provammo ad entrare a far parte della FISI, creando una Commissione Nazionale. Al suo interno sono in seguito entrati in modo molto attivo, Augusto Boselli e Rino Pedergnana. Quale Presidente della Commissione “piazzato” dalla Fisi, non si è trovato di meglio che Carmelo Ghilardi, uomo dalle indubbie capacità, ma fermo nel suo altrettanto indubbio disinteresse per l’attività alla quale è stato posto a capo.
Vice esecutivo, Camillo Onesti, uomo di grande esperienza, che ha avuto il merito di occuparsi di sci alpinismo quando eravamo quattro gatti, ma purtroppo, oggi, poco incline al dibattito democratico ed all’innovazione organizzativa. Questo in tre parole è il quadro!
Oggi abbiamo, una Squadra Nazionale di altissimo livello guidata da Adriano Greco oltre ad alcune squadre giovanili di Comitato. Su tutti: Alpi Centrali, ASIVA e la neo nata Trentina, quella in via di composizione del Comitato Veneto, oltre alla quasi defunta AOC, fermi gli altri.
Gli organizzatori hanno migliorato la qualità e la risonanza delle manifestazioni a livello Nazionale ed Internazionale; gli atleti prendono molto seriamente l’attività agonistica raggiungendo risultati di altissimo livello.
I tesserati FISI sono aumentati, facendoci diventare numericamente, la terza o la quarta forza tra gli sport Federali.
Come era ovvio prevedere nell’italico malcostume, nessuno della nostra dirigenza, si è accorto di questo e così, mentre i budget delle varie manifestazioni aumentano grazie all’impegno dei singoli, la Nazionale Italiana, con un magnifico gruppo di 30 atleti sempre tra i migliori al mondo, vivacchia con un misero budget!
I corpi militari, si sono impegnati a creare delle squadre, la Forestale i primi anni dirottava gli atleti di seconda fascia dal fondo, ma dopo il 2001 i risultati sul campo hanno dimostrato che con questa soluzione le performance agonistiche mancavano, oggi sembra si stiano ri-organizzando. L’Esercito, davvero con grande lungimiranza, ha fatto i passi giusti dall’inizio, tenendo duro con dei giovani che oggi, sono il nostro fiore all’occhiello per competitività e consentitemelo per grande serietà personale, parlo di Dennis Brunod, Manfred Reichegger e Dennis Trento.
La prossima stagione l’Italia sarà protagonista, con gare di Coppa del Mondo, Coppa Europa, oltre che con i Mondiali di Cuneo.
Abbiamo le carte in regola per vincere sia dal punto di vista agonistico che organizzativo.
La scelta Federale è quella di lavorare quasi esclusivamente sugli sport Olimpici, dove spende decine di migliaia di € per gareggiare in attività cui partecipano 5 - 10 atleti in tutta Italia.
Il punto è: se tra gli scopi di una Federazione sportiva c’è anche quello di dirottare i giovani in attività che non siano la Play Station e discoteca, oltre ovviamente a quello di ottenere risultati agonistici, non si capisce perché non si debbano sostenere con forza le attività alle quali la gente partecipa numerosa.
Perché la dirigenza non si adegua e inizia a capire quello che vuole la base? La base, è composta da persone mosse dalla passione e dall’amore per lo sport che avvicinano decine di giovani all’attività sportiva all’aria aperta, un attività che sia per un maggior numero di atleti possibile, solo così si fa sport, si fa sociale e si fa cultura.
Come scrissi qualche mese fa nella mia lettera di dimissioni dalla Commissione Nazionale di sci alpinismo, indirizzata al Presidente Ghilardi, passati i primi due anni dove ci siamo da zero inventati Nazionale, regolamenti e nuove manifestazioni, tutti sembrano appagati, invece non si rendono conto che così abbiamo solo creato la base per lavorare, è stato solo l’inizio!
Le risorse economiche Federali, andrebbero re-distribuite proporzionalmente al numero di atleti che sottoscrivono la tessera annuale, tali entrate dovrebbero essere utilizzate per creare strutture adeguate a favore degli Sci Club che lavorano con i giovani che sono il futuro della Federazione stessa.
Lo sci alpinismo è anche fonte di ricchezza e cultura della montagna, perché il nostro sport non deturpa il territorio, anzi lo valorizza e permette di riproporre antichi itinerari e luoghi magnifici ormai dimenticati, le grandi manifestazioni portano turismo ai paesi di montagna, senza romperne gli equilibri.
Dovremmo avere dalla FISI la spinta per puntare all’obiettivo Olimpico, dove saremmo ben legittimati non fosse altro che lo sci è nato con noi.
Dovremmo avere la possibilità di creare una Direzione Sportiva, puntando sul gruppo di tecnici che oggi seguono i vari sci club, il gruppo migliore al mondo.
Personalmente ho mollato la presa, (più di uno sarà contento!) per parafrasare il titolo di un film che trattava argomenti ben più tragici, ho trovato un “muro di gomma”, difficilmente scalfibile.
Se nessuno che conta, si prenderà la briga di attivare un cambio deciso, penso che sempre più la Federazione si allontanerà dalla base, la minaccia è che fra qualche tempo, qualcuno penserà di gestire lo sci alpinismo sostituendosi a questa Federazione.
Il problema è, che anche se oggi si concretizzasse questa eventualità, nessuno in Fisi probabilmente ne avrebbe a male, semplicemente perché questi 4-5.000? atleti che pagano 22 € di tessera annuale non interessano…sarà perché non ci hanno mai contati?
Ho la certezza che le uniche reazioni che si avranno dopo questa mia, saranno rivolte al sottoscritto, difficilmente qualcuno valuterà il peso tecnico di quanto scritto, ma solo il fatto che ho reso pubblici dei problemi……e questo non si fa!
Salini Luca
Resp. Fisi sci alpinismo Alpi Centrali

